Trattoria Da Leo
E' questo uno di quelle trattorie, nate all'interno dei centri storici della città della Toscana, che godono di una lunga e salda tradizione di una cucina vera, sana, genuina. Essendosi fatta la loro clientela con i buongustai (siano essi lucchesi o turisti) le loro proposte non barano e i loro piatti non deludono mai.
La Trattoria da Leo è nata così, negli anni '50, per merito di Leo Bianchi, e con quest'anima è stata fatta rivivere negli anni ottanta da Bruno Buralli, che ne ha rilevato la gestione.
Qui l'atmosfera calda, che ti fa sentire come a casa di amici, è il
vero condimento dei piatti che ti sfilano sotto gli occhi.
Il menù è quello tipico della tradizione lucchese: come primi da non perdere la zuppa di farro, il minestrone di fagioli e verdura, la pasta al ragù come si faceva una volta in Lucchesia, la garmugia (zuppa antica della Garfagnana con piselli, fave, carne macinata, che, si dice, abbia origine nella tradizione culinaria della antica Lucca romana), la pappa al pomodoro, la pasta e ceci, la farinata (brodo di verdure e di farina di mais), i tortellini in brodo con bollito di carne muscolo di manzo, gallina). E poi, come secondi, le carni in umido sia di coniglio o di pollo, di maiale o di vitello, lo stinco di maiale bollito con i fagioli, la salciccia con i rapini, la rosticciana con patate. Il pesce invece da Leo si mangia solo il venerdì: baccalà in umido o bollito con i ceci e totani fritti. Anche i dolci sono tutti fatti in casa: la torta di mele e la torta dolce di verdure primeggiano fra tutti sotto la regia di Adriana, figlia di Bruno.
La famiglia Buralli segue direttamente e con grande passione ogni piccolo particolare della trattoria, compresa la conservazione delle antiche ricette di Leo. Il capitano della squadra è Bruno, le punte sono i figli: Ubaldo e Moreno, che si occupano dell'organizzazione generale, Patrizia ed Adriana, regine del menù quotidiano.
Dimenticavamo: se la giornata è quella giusta sentirete Ubaldo ed Adriana cantare le romanze. Qualcuno osa dire che è meglio di Pavarotti.