IL 1989 IN TOSCANA
marzo 1989
La psicoanalista Graziella Magherini teorizza una malattia che definisce "sindrome di Stendhal". La scoperta nasce dall' osservazione di 106 turisti che nel giro di un decennio sono stati ricoverati presso la clinica psichiatrica fiorentina in stato di scompenso psichico acuto. Le sensazioni dei pazienti sono quelle descritte, nel 1817, nei diari di viaggio dello scrittore francese Stendhal, che restò abbagliato dalla bellezza dei monumenti, dalla cupola del Brunelleschi. Scrive Stendhal: "I ricordi si affollavano nel mio cuore, non mi sentivo in condizione di ragionare e mi abbandonavo alla mia follia come al fianco di una donna che si ama." Questo turbinio di sensazioni, questo malessere, viene riferito da più di cento turisti. Di fronte al David di Michelangelo, alla Primavera di Botticelli, agli affreschi di Giotto e ad altri capolavori hanno manifestato perdita di senso dei suoni e dei colori, allucinazioni, ansia, euforia, panico, tachicardia, disturbi visivi."
marzo 1989
Lunezia evoca la Lunigiana ed il il nome dell'antico porto romano di Luni sul Tirreno. Ne vorrebbero far parte sette province: Reggio, Parma, Piacenza, Mantova, Cremona, La Spezia e Massa Carrara.
La revanche dei Lunigianesi non è di oggi. Resuscitando antiche radici culturali, cova addirittura dagli anni Trenta per iniziativa del senatore Giuseppe Micheli. Tornò fuori nel dibattito della Costituente. Ora gli sponsor di Lunezia sono usciti allo scoperto. Chiedono all' ateneo di Parma di elaborare un progetto tecnico. Poi annunciano un referendum consultivo per tastare il polso della fronda.
Parma è la potenziale c apitale riconosciuta di quella Food Valley che con i colossi Barilla e Parmalat fattura quasi tremila miliardi l' anno. A parte la socialista Daniela Fiaschetti, sindaco di Busseto, patria di Verdi, l' iniziativa per ora è snobbata dai politici locali. Ha invece promesso tutto il suo aiuto il pontremolese Enrico Ferri, ex ministro e onorevole di fresca nomina a Strasburgo.
luglio 1989
Il processo per lo scandalo dell' Albergo Nazionale si è concluso con condanne molte dure. Sul banco degli imputati, Giovanni Signori, ex tesoriere del Psi toscano (già condannato in appello a tre anni e mezzo per l' acquisto di Villa Favard), Fulvio Abboni, ex assessore socialista al patrimonio in Palazzo Vecchio, Lanfranco Lagorio, fratello dell' onorevole Lelio e socio di Signori, Waldemaro Barbetta, proprietario dell' albergo venduto al Comune per alcuni miliardi, due dei quali già versati. Signori è stato condannato a sei anni, Barbetta a cinque, Lagorio a quattro), Abboni a quattro e mezzo. Nella vicenda è coinvolto anche l' ex vicesindaco di Firenze Ottaviano Colzi, socialista. La sua posizione era stata stralciata perché al momento in cui nacque l' inchiesta era deputato e godeva dell' immunità parlamentare.
La storia dell' Albergo Nazionale, 78 stanze in piazza Santa Maria Novella, ancora oggi cadente e inutilizzato, rapidissime le procedure di acquisto e il Comune paga entro il marzo ' 81 un acconto di due miliardi. I lavori però si fermano presto: l' amministrazione cambia progetto, si perde tempo e il prezzo dei lavori si gonfia a dismisura. Nell' 84 quando interviene la magistratura. Il sostituto Nannucci scopre ben presto che Barbetta ha pagato una tangente: secondo l' accusa, 150 milioni a Signori (Barbetta lo ha ammesso anche in dibattimento, spiegando di averlo fatto per avere la certezza che la trattativa sarebbe andata in porto), più qualche altro milione all' assessore Abboni e a Lanfranco Lagorio.
Al processo per l' Albergo Nazionale ne era stato unificato un altro: quello relativo a cinque società di relazioni pubbliche che facevano capo a Signori e Lanfranco Lagorio (l' accusa era fatturazioni per operazioni inesitenti). Secondo il pubblico ministero si trattava di scatole vuote, utilizzate per portare a termine affari poco limpidi. (continua)
luglio 1989
Clamore a Firenze per l'ultima mossa del ministro per i Beni culturali, Vincenza Bono Parrino, la quale, prima di lasciare il suo posto, pochi minuti prima, "con un nuovo gesto arbitrario e arrogante, contro il parere del suo Consiglio di amministrazione, contro quello del direttore generale Francesco Sisinni" ha nominato il nuovo soprintendente per i beni ambientali e architettonici di Firenze. Secondo gli intellettuali e gli storici dell'arte fiorentini "un brutto colpo di mano". Il gesto non ha precedenti: nomine di imperio per la città più ambita, il patrimonio monumentale più ricco d' Italia, non se ne erano mai viste prima: ed ecco invece l' architetto Ruggero Pentrella, 50 anni, socialdemocratico come il ministro, un concorso vinto da poco, nessuna esperienza di direzione alle spalle, ricevere l' incarico.
luglio 1989
Dopo una telefonata di Achille Occhetto, dietro front del Pci sullo sviluppo urbanistico firmato da Fiat e Fondiaria. Con la conseguente crisi municipale, che ha portato all' uscita dalla giunta dei liberali, va a monte un progetto, noto come variante Fiat-Fondiaria, che il consiglio comunale si apprestava ad approvare a dispetto del piano regolatore e contro il quale da anni protestava la cultura urbanistica fiorentina. Una variante che prevedeva la costruzione, nella zona a Nord-Ovest, di quattro milioni di metri cubi direzionali, terziari, residenziali, l' equivalente cioè del volume di tre piramidi di Cheope, sei basiliche di S. Pietro, otto duomi di Milano: un milione di metri cubi regalati alla Fiat che dismette un vecchio impianto, tre milioni alla Fondiaria che si era comprata un centinaio di ettari agricoli e contava di lucrare enormi rendite parassitarie. Il merito dello sventato pericolo va a Occhetto e alla segreteria nazionale del Pci che, sia pure con ritardo, ha aderito alle ragioni di chi si opponeva e ha sconfessato l' operato dei suoi assessori, pronti a varare l' operazione.
agosto 1989
Le poesie inedite, la corrispondenza, gli articoli, gli appunti privati, le sceneggiature, i romanzi di Pier Paolo Pasolini stanno per trovare definitiva sistemazione nell'antico palazzo Corsini Suarez, situato a Firenze in via Maggio, sede dell' Archivio contemporaneo fondato nel 1980 da Alessandro Bonsanti, allora direttore del Gabinetto scientifico-letterario Gian Pietro Vieusseux. L'archivio di palazzo Corsini rappresenta una preziosa memoria della letteratura italiana del Novecento, ricca di 75 fondi fra i quali quelli di Alberto Savinio, Emilio Cecchi, Carlo Betocchi. Comprende anche una serie di ritratti dei protagonisti del mondo letterario (da Gadda a Montale a Moravia a Elsa Morante a Bonsanti a Landolfi). L' autrice è Adriana Pincherle, la sorella di Moravia. E c' è una preziosa raccolta dei premi ricevuti da Eugenio Montale, in primis il Nobel. Fra le carte vi è anche il romanzo che Pasolini lasciò incompiuto, che avrebbe voluto lungo almeno duemila pagine e che aveva intenzione di intitolare Petrolio: un complesso intreccio sulla crisi del neocapitalismo, sullo sfondo della crisi petrolifera.
2 ottobre 1989
Il consiglio comunale di Firenze ha eletto Giorgio Morales nuovo sindaco di Firenze, con i voti della maggioranza Pci Psi Psdi e le schede bianche di tutte le opposizioni. L'ex sindaco Bogiankino aveva presentato le sue dimissioni irrevocabili a metà agosto, dopo un improvviso infarto, che lo aveva colpito mentre era in vacanza in Svizzera.
2 ottobre 1989
Condanna del Tribunale di Firenze per Guido Niccolai, l' ex socio della Banca Steinhauslin di Firenze, e gli impiegati della Steinhauslin, Roberto Magni, Giorgio Monici, Federico Ricci, Massimiliano Marchi e Ugo Bennoni, accusati di averlo aiutato a creare una banca nella banca, gestita in segreto e in modo dissennato, che otto anni fa travolse l' istituto di credito privato più famoso di Firenze. Per Niccolai nove anni. Gli altri tre vengono condannati (per appropriazione indebita e associazione per delinquere) a qualche anno di carcere e al pagamento, insieme a Niccolai, di una provvisionale immediatamente esecutiva di 15 miliardi. Niccolai da solo, invece, dovrà pagarne altrettanti agli ex soci Jean Leon Steinhauslin, Luigi Landi e Paolo Asso.
18 novembre 1989
Muore a Firenze Romano Bilenchi, scrittore e giornalista. Il suo primo romanzo, "Vita di Pisto", che narra del nonno, vecchio garibaldino, venne pubblicato nel 1931 per le edizioni della rivista Il Selvaggio. La prima vera opera narrativa, per molti un vero capolavoro, fu però il romanzo Conservatorio di Santa Teresa, pubblicato nel 1940
2 dicembre 1989
Inaugurata a Firenze, presso lo Spedale degli innocenti la mostra "L' età dei vichinghi", prima rassegna presentata in Italia sul misterioso popolo del Nord Europa che la leggenda rappresenta come conquistatori feroci, pirati, predoni e navigatori. La mostra fiorentina abbraccia il periodo che va dall' 800 al 1000 e raccoglie reperti, frutto di scavi compiuti negli ultimi quindici anni in Svezia e negli altri paesi scandinavi.
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